Kyriacos

Magazine di informazione della Parrocchia S. Ciriaco – Foglianise

Ago

19

La ricchezza infinita

Inserito da admin il 19 Agosto 2009

di Luana Tedino

Spesso i cuori più generosi sono destinati a soffrire; la mentalità egoistica di questo mondo giudica il loro coraggio come debolezza, la loro grandezza come ingenuità. Essere “grandi” in un universo di cuori così “piccoli” è un’impresa davvero ardua, ma c’è sempre qualcuno che nonostante ogni ostacolo e molte “ferite” raggiunge la vetta, sì la vetta dell’ Amore. Riccardo era uno di quei “grandi”. Egli era un brillante medico, lavorava presso una clinica  privata della sua città, dove spesso aveva avuto l’onore di curare molti personaggi illustri dello spettacolo e del mondo politico, acquistando così sempre più prestigio nella sua professione; pur essendone assai felice, non perdeva mai la sua innata modestia. Riccardo non si esaltava per questo, erano altri i motivi del suo vanto. Dopo il lavoro in clinica, correva a casa, si cambiava velocemente, indossava un vecchio jeans e una maglietta e poi veniva la parte migliore della giornata, come diceva lui; andava per le strade, lungo i vicoli più scuri, cercava i suoi pazienti “preferiti”: i barboni, i tossici, gli emarginati dalla società, si prendeva cura di loro in ogni modo possibile, specialmente della loro salute. Dove trovava Riccardo, tutte le energie per dedicarsi a questa sua “missione”?
Non certo dalla riconoscenza dei suoi “pazienti”, che anzi il più delle volte lo insultavano e non si rivolgevano di certo a lui col rispetto che meritava. Eppure nulla lo gratificava maggiormente che occuparsi di loro. Mistero per gli altri forse, ma non per lui. La sua energia e la sua volontà, scaturivano da un cuore immenso e da una sincera e profonda carità verso i più deboli, i più “difficili”. Gli amici di Riccardo e i colleghi, pur ammirando questa sua scelta di stile di vita, non riuscivano a comprenderla e gli domandavano perché perdesse tutto quel tempo con chi non aveva nulla da offrirgli, mentre avrebbe potuto impiegare diversamente le sue energie ottenendo molti più vantaggi per la sua professione, se si fosse per esempio dedicato di più ai suoi celebri pazienti della clinica, che erano pure molto facoltosi. Ma la risposta del giovane era sempre la stessa: “Loro, i miei poveri, mi fanno ricco di tutto ciò che non trovo nel mondo, mi fanno ricco di un’eredità infinita, che non passerà mai, mentre tutte le ricchezze e gli onori di questa vita sono solo temporanei”. Questo era ciò che Riccardo pensava, era ciò in cui egli credeva e dedicò tutta la sua vita a questo “sogno”; certo, qui in questo mondo non ottenne la gloria che meritava, ma quando il Signore lo chiamò a Sé, egli potè godere i frutti del suo “lavoro”. Riccardo come San Rocco, aveva compreso bene qual è la vera ricchezza, qual è il senso della vita, qual è lo scopo da perseguire per essere veramente felici. Amare, soltanto amare, può darci la vera gioia anche e specialmente quando è difficile farlo.

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