Kyriacos

Magazine di informazione della Parrocchia S. Ciriaco – Foglianise

Ago

25

Editoriale Agosto 2008

Inserito da admin il 25 Agosto 2008

O quam magnificum est nomen tuum beate Roche!”. In questo estremo messaggio scritto sopra una tavoletta trovata al capezzale del Santo, Rocco prega Iddio di concedergli la grazia che “tutti coloro che avrebbero invocato in nome di Cristo la sua memoria venissero sanati dalle malattie”. L’ultima preoccupazione verso i sofferenti fu quella di volersi sentire sempre accanto a loro. San Rocco assieme a tanti altri santi vissuti in Europa è un testimone delle radici culturali, spirituali e cristiane di quella che il Servo di Dio Giovanni Paolo II chiamava “l’Europa dello Spirito” fondata sui valori evangelici, che ogni cristiano è chiamato a testimoniare nella società. San Rocco come santo pellegrino ci invita a trovare il senso della nostra vita nel seguire Gesù Cristo e ad incamminarci verso la meta del Regno di Dio, abbandonando il nostro vagabondare alla insoddisfatta ricerca di una felicità che il mondo non ci può dare, ricordando l’affermazione di s. Agostino: “il nostro cuore è inquieto e rimarrà inquieto fino a quando non riposerà in Dio”.
Ma che cos’è il pellegrinaggio?

 

Il pellegrinaggio è un gesto religioso che ci ricorda che la nostra vita è un cammino faticoso verso la casa del Padre, di cui è segno il santuario. Il pellegrinaggio si configura come un cammino di conversione, che ci fa prendere coscienza dei nostri peccati e ci fa camminare verso la libertà interiore dal peccato e ci aiuta ad orientare la nostra vita vero Dio. Il pellegrinaggio è un atto di culto verso Dio e testimone delle preghiere tradizionali che di generazione in generazione si leva come supplica dell’afflitto e giubilo riconoscente di chi ha ottenuto grazia e misericordia. Il pellegrinaggio è anche un momento di gioia e di fraternità, è occasione per esprimere momenti di fraternità cristiana, per dare spazio a momenti di amicizia e di festa. San Rocco è l’uomo giusto e timorato di Dio che dona i suoi beni con generosità ai poveri di cui parla il salmo 111. Il Vangelo ci mostra come san Rocco, ad imitazione di Gesù, Buon samaritano, che come afferma la liturgia, viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione ed il vino della speranza, fu il buon samaritano del suo tempo, che dimostrò l’amore al prossimo servendo, curando e guarendo gli appestati. Alla domanda del dottore della legge “chi è il mio prossimo?” Gesù ne sostituisce un’altra “chi è stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. Il problema è come farsi prossimo. Dall’agire del Samaritano emerge almeno una risposta chiara: Bisogna farsi vicino “a fatti”, non a parole. Anche noi siamo chiamati a seguirne l’esempio di fede ardente e di carità fattiva per far si che la nostra patria mantenga le sue radici cristiane per costruire una nuova Europa che trovi nei santi i propri punti di riferimento.

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