Mar
25
Inserito da admin il 25 Marzo 2011
30 Marzo 2011 – Auditorium Scuola Primaria ore 17,00

Feb
27
Inserito da admin il 27 Febbraio 2010

di Gabriele Pastore
Si è spento questa mattina, all’ospedale civile “Rummo” di Benevento, all’età di 82 anni Mons. Carmelo Tommaselli. Originario di Foglianise, ha sempre svolto la sua attività pastorale all’interno della Diocesi di Benevento, infatti, dopo i primi due anni dall’ordinazione trascorsi a Pietrastornina, fu chiamato in Curia da Sua Ecc. Mons. Agostino Mancinelli. Nato a Foglianise il 31 Marzo 1928 è stato ordinato il 13 Luglio 1952 sempre per mano di Mancinelli; dal 1982 al 2006 è stato per ben 24 anni l’economo della diocesi assistendo al passaggio dei diversi arcivescovi Calabria, Minchiatti, Sprovieri ed infine Mugione. Numerosi gli incarichi e le onorificenze: il 30 aprile 2001 è stato insignito del titolo onorifico di Prelato d’onore di Sua Santità da parte di Papa Giovanni Paolo II; è stato Canonico del Capitolo Metropolitano, Economo Emerito della Diocesi e Assistente ecclesiastico del Centro Volontari della Sofferenza di Benevento. Una grave perdita per l’Arcidiocesi raccolta in preghiera con l’Arcivescovo Mugione, che domani nella Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli detta del Carmine (Madonna alla quale Don Carmelo era molto devoto), presiederà la celebrazione eucaristica alle ore 15 con il Parroco di Foglianise Don Nicola Della Pietra e i numerosi religiosi che hanno affiancato il sacerdote nel corso del suo ministero. Nel manifesto della diocesi, l’episcopo scrive: “S. E. l’Arcivescovo e il Presbiterio diocesano, raccolti in fiduciosa preghiera annunciano il ritorno alla casa del Padre di Mons. Carmelo Tommaselli, Economo Emerito della Diocesi, ricordando la figura di un sacerdote secondo il cuore di Cristo, nell’esercizio del ministero sacerdotale, attento e rigoroso nel suo ufficio al servizio della Chiesa Beneventana. Il Signore conceda a lui il premio promesso ai suoi servi fedeli”.
Ott
10
Inserito da admin il 10 Ottobre 2009
Set
03
Inserito da admin il 03 Settembre 2009
di Ugo Boscia

Grande festa nella comunità parrocchiale di Foglianise.
Due sorelle dell’ordine delle Suore Francescane di Sant’Antonio, hanno festeggiato il cinquantesimo anno della loro vestizione.
Suor Maria Antonietta, al secolo Colomba Vitale, è nata a Montella provincia di Avellino. E’ vissuta, con altri quattro fratelli, fino all’età di sei anni, quando dopo la morte della mamma viene trasferita nel collegio delle suore Francescane di Sant’Antonio in Bagnoli Irpino.
Gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza, trascorsi in collegio, sono per Colomba anni dolorosi e di sofferenza che solo l’amore delle suore, per la bambina, riescono ad alleviare. Da questa sofferenza e da questo amore comincia, nella giovane Colomba, a germogliare il desiderio di abbandonare la vita materiale per dedicarsi alla vita spirituale e donare la sua vita a Gesù. Così all’età di sedici anni inizia il noviziato e all’età di diciassette anni la vestizione ad Ariccia.
Proprio ad Ariccia ha festeggiato il cinquantesimo anno, dove ha ricevuto il regalo più bello: la presenza, per la prima volta del fratello alla celebrazione del 50°.
Suor Maria Antonietta, ha sempre guidato i bambini della scuola materna Mons. Pedicini in Foglianise ed è nella nostra comunità dal 1993. Da quella data al 1999 è stata la madre superiore, ruolo che ricopre anche oggi.
Suor Grazia, al secolo Anna Picascio, è nata a Quagliano, provincia di Napoli da famiglia numerosa, 7 figli. Conosce le suore, da sempre, per le visite che le stesse facevano, alla famiglia Picascio, in occasione della “cerca” (questue). Queste frequentazioni hanno portato Anna a vivere intensamente la vita religiosa, tanto che inizia il noviziato ad Ariccia all’età di ventidue anni. Ha sempre ricoperto l’incarico di “cuciniera” e nonostante nell’anno 1960, per tre soli tre mesi è stata nella nostra comunità, dall’anno 2000 è addetta alle cucine delle casa delle suore in Foglianise.
Seppur vissute in maniere differente le due vocazioni hanno un momento, per loro magico, in comune: l’incontro, per ben due volte, con il Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione del Capitolo Generale.
Il primo incontro con i loro 50 anni di vocazione è stato festeggiato, dove hanno preso i voti, in Ariccia, che si è mostrato luogo di incontro con altre consorelle, ben otto, tutte al traguardo del 50° anno dalla vestizione, alla presenza del Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, Card. Agostino Vallini.
I festeggiamenti, sono proseguiti in Foglianise il giorno 29 Agosto 2009, quando le due religose hanno condiviso la loro gioia e gratitudine al Signore con la nostra comunità dove da alcuni anni svolgono il loro indispensabile operato, soprattutto nell’ambito educativo. Alle ore 18,30 presso la Chiesa Parrocchiale di San Ciriaco, il Parroco Sac. Nicola Della Pietra, ha ricordato Suor Grazia e Suor Maria Antonietta in una Solenne Celebrazione Eucaristica.
A nome del Parroco, di tutta la Redazione di Kyriacos e di tutta la comunità di Foglianise Vi giunga il nostro Grazie per la Vostra bella testimonianza, grazie per la Vostra presenza nella nostra comunità parrocchiale e con tutto il nostro affetto tanti tanti auguri per un cammino ancora lungo di vita religiosa a servizio della Chiesa.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
Pubblichiamo due poesie composte dal poeta foglianesaro Giuseppe Catillo, classe 1914, in memoria del Santo Patrono della Peste, San Rocco da Montpellier. Il sig. Catillo, in collaborazione con la Pro Loco di Foglianise, nel 2003 ha pubblicato una sua raccolta di posie dal titolo “Il valore dei ricordi. Immagini, sentimenti, riflessioni”.
A suon di campane
e note musicali,
da Piazza Santa Maria,
si snoda la sfilata
in piena armonia.
Da paesi e contrade
accorre gente fiduciosa,
per ammirare il Tuo volto
Sublime e Radioso.
Non manca il folklore
per dare allegria,
con canti, suoni e balli
alla grande compagnia.
Instancabili e provette mani
con fili di paglia adornano
carri medi, tradizionali,
maestoso il loro aspetto:
di opere immortali.
Ci si porta al tuo tempietto
a prelevarTi con Amore,
il Tuo sguardo al Ciel rivolto:
le nostre preci porgi al Signor.
La moltitudine si arricchisce
della Tua presenza,
al nostro io ergi
come nu massaru e pavone
non indice da Te vanto
nostra tradizione.
Nonni e genitori
nella loro ingenuità,
in tal modo a Te esprimevano:
fiducia e fedeltà.
In questa valle amena
di profumo agreste,
a Te corona siamo
par la Tua Santa Festa.
Grande Taumaturgo
di noi il Santo Patrono
liberaci dal male:
che ci circonda ognora.
Come sorgere per incanto
dalle fronde occultate,
giuliva la vostra presenza
si salda alla sfilata.
Guidate dal Veterano
Cosimo Iadanza l’ideatore,
nei maestri della paglia
sempre più brilla il fervore.
Fra voi volti maturi
sono d’esempio alla nuova era,
sulla testa il carico
nel passato si poneva.
Da spighe di grano le trecce
vi cingono in un sol coro,
per inneggiar a San Rocco:
con zelo il proprio ardore.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
di Tiziana Giraldi

In occasione del quinto anniversario della nascita al cielo di Padre Isaia Columbro, un suo confratello Padre Domenico Tirone, dopo la raccolta “I fioretti di Padre Isaia” ha voluto presentare un nuovo volume dal titolo: “Padre Isaia da Foglianise: il frate dell’accoglienza”. Tale ricorrenza cadeva il 13 Luglio e non poteva mancare un vivo ricordo del frate francescano nella Celebrazione Eucaristica presieduta dal Ministro Provinciale fr. Sabino Iannuzzi. Nella sua omelia, partendo dalle letture bibliche, ha sottolineato gli aspetti salienti della vita di Padre Isaia concludendo con una considerazione sul libro di Padre Domenico. Questa la chiusura del suo intervento: “Certamente molti o tutti si chiederanno: ed ora? Quando inizierà la causa? A dire il vero ho già ricevuto alcune richieste. Nella costituzione apostolica “Divinus perfectionis Magister” del 25 gennaio 1983 e le norme applicative della Congregazione per le Cause dei Santi, tra l’altro, è richiesto, per la presentazione dell’istanza di un processo canonico, il periodo di almeno cinque anni dalla morte del servo di Dio. E per P. Isaia questo requisito, oggi, è acclarato!
Presentando la nuova opera di Padre Domenico Tirone, Il frate dell’accoglienza. P. Isaia Columbro da Foglianise, 2009, così ho scritto:
“I giubilei francescani degli 800 anni dell’Ordine (2009) ci obbligano a riconoscere che abbiamo una gloriosa storia da raccontare, segnata dalla presenza viva, sofferta, operosa e silenziosa di tanti nostri “Padri”, tra i quali spicca in modo speciale, per il francescanesimo del Sannio e dell’Irpinia, P. Isaia Columbro, nostra stella luminosa nel cielo. Questa storia, oggi, abbiamo il dovere di continuare a costruire!”. Spero di cuore che quanto prima potrò comunicare il giorno in cui avvieremo la causa canonica di P. Isaia. Se un invito posso farvi, oltre alla preghiera, è questo: visitate sempre la tomba di p. Isaia e continuate a tener viva e diffondere la sua fama di santità, così che “continui a brillare nel cielo come stella che illumini la Chiesa, la famiglia francescana, la Valle vitulanese e il Sannio tutto che lo hanno avuto come apostolo!”.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
di Luana Tedino
Spesso i cuori più generosi sono destinati a soffrire; la mentalità egoistica di questo mondo giudica il loro coraggio come debolezza, la loro grandezza come ingenuità. Essere “grandi” in un universo di cuori così “piccoli” è un’impresa davvero ardua, ma c’è sempre qualcuno che nonostante ogni ostacolo e molte “ferite” raggiunge la vetta, sì la vetta dell’ Amore. Riccardo era uno di quei “grandi”. Egli era un brillante medico, lavorava presso una clinica privata della sua città, dove spesso aveva avuto l’onore di curare molti personaggi illustri dello spettacolo e del mondo politico, acquistando così sempre più prestigio nella sua professione; pur essendone assai felice, non perdeva mai la sua innata modestia. Riccardo non si esaltava per questo, erano altri i motivi del suo vanto. Dopo il lavoro in clinica, correva a casa, si cambiava velocemente, indossava un vecchio jeans e una maglietta e poi veniva la parte migliore della giornata, come diceva lui; andava per le strade, lungo i vicoli più scuri, cercava i suoi pazienti “preferiti”: i barboni, i tossici, gli emarginati dalla società, si prendeva cura di loro in ogni modo possibile, specialmente della loro salute. Dove trovava Riccardo, tutte le energie per dedicarsi a questa sua “missione”?
Non certo dalla riconoscenza dei suoi “pazienti”, che anzi il più delle volte lo insultavano e non si rivolgevano di certo a lui col rispetto che meritava. Eppure nulla lo gratificava maggiormente che occuparsi di loro. Mistero per gli altri forse, ma non per lui. La sua energia e la sua volontà, scaturivano da un cuore immenso e da una sincera e profonda carità verso i più deboli, i più “difficili”. Gli amici di Riccardo e i colleghi, pur ammirando questa sua scelta di stile di vita, non riuscivano a comprenderla e gli domandavano perché perdesse tutto quel tempo con chi non aveva nulla da offrirgli, mentre avrebbe potuto impiegare diversamente le sue energie ottenendo molti più vantaggi per la sua professione, se si fosse per esempio dedicato di più ai suoi celebri pazienti della clinica, che erano pure molto facoltosi. Ma la risposta del giovane era sempre la stessa: “Loro, i miei poveri, mi fanno ricco di tutto ciò che non trovo nel mondo, mi fanno ricco di un’eredità infinita, che non passerà mai, mentre tutte le ricchezze e gli onori di questa vita sono solo temporanei”. Questo era ciò che Riccardo pensava, era ciò in cui egli credeva e dedicò tutta la sua vita a questo “sogno”; certo, qui in questo mondo non ottenne la gloria che meritava, ma quando il Signore lo chiamò a Sé, egli potè godere i frutti del suo “lavoro”. Riccardo come San Rocco, aveva compreso bene qual è la vera ricchezza, qual è il senso della vita, qual è lo scopo da perseguire per essere veramente felici. Amare, soltanto amare, può darci la vera gioia anche e specialmente quando è difficile farlo.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
di Graziella Iadanza
“La Penitenzieria Apostolica, con Decreto del 25 aprile, elargisce durante l’Anno Sacerdotale, il dono delle Sacre Indulgenze: nei giorni in cui si apre e chiude l’Anno Sacerdotale, nel giorno del 150’ anniversario del pio transito di s.Giovanni M.Vianney, nel primo giovedi del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari (…) a tutti i fedeli che assisteranno devotamente alla Messa e offriranno, per i sacerdoti della Chiesa, preghiere a Gesù Cristo, e qualsiasi opera buona compiuta in quel giorno, affinchè li santifichi e li plasmi secondo il Suo Cuore, è concessa l’Indulgenza plenaria, purchè abbiano espiato i propri peccati con la penitenza sacramentale ed innalzato preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice. Agli anziani, ai malati, e a tutti quelli che per legittimi motivi non possono uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, verrà ugualmente elargita l’Indulgenza plenaria se, nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.
E’ concessa, infine l’Indulgenza parziale a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente cinque Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, o altra preghiera appositamente approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita”.
Un buon sacerdote è colui che suscita la nostalgia di Dio nei cuori di chi non si aspetta più nulla dalla vita…perché ne è rimasto deluso, scottato o semplicemente nessuno gli ha mai detto di alzare lo sguardo più in alto.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
di Nicola Mastrocinque
Francesco Pedicini, originario di Foglianise, sin dall’infanzia ha accresciuto la devozione in San Rocco, il Pellegrino di Dio.
Nell’omelia del 24 Settembre 1878, l’Arcivescovo di Bari, in occasione della benedizione della prima pietra di una chiesa da costruire nel centro storico di Bari, in onore di San Rocco sottolinea: “Ed il mondo tutto può ben considerarsi come un gran tempio di Dio, ed il Cielo tempestato di stelle è come la volta di questo gran tempio, la terra smaltata di fiori ne è quasi il pavimento, ed il Sole è come la gran lampada che lo rischiara colla immensa sua luce: e tanti sono gli altari quanti sono degli uomini i cuori che onorano ed amano Dio”. La bella immagine che appare non è solo alta poesia, ma si pone nella dimensione dello Spirito, per ritrovare la pace interiore davanti al Tabernacolo, fonte inesauribile di Grazia. Ancora una volta Mons. Pedicini, celebra un evento nel segno di Maria. Il 24 Settembre, la Chiesa pone all’attenzione dei fedeli la Madre del Signore sotto il titolo di Santa Maria della Mercede. Accanto alla prima pietra, collocata nelle fondamenta del nuovo luogo sacro, viene introdotto un tubo di cristallo in cui viene inserita una medaglia della Vergine Immacolata, di San Nicola, con un bottoncino di S.Manna, tre medaglie di bronzo inargentato con l’immagine di Papa Leone XIII da una parte e dall’altra l’effige degli apostoli Pietro e Paolo. A perenne ricordo nelle fondamenta viene messa una pergamena che ricorda l’edificazione della Chiesa in onore di San Rocco, patrono della peste. Il corpo di Mons. Francesco Pedicini è stato tumultato nella medesima chiesa. Tra gli sterminati spazi dell’eternità insieme al Pellegrino di Dio e alla Madonna, gode la visione del Signore.
Ago
19
Inserito da admin il 19 Agosto 2009
di Francesco Pugliese
Hanno avuto ampia eco le parole che all’Angelus da Les Combes Benedetto XVI ha dedicato ai nonni, definiti “testimoni dei valori fondamentali della vita”, nel giorno dedicato ai loro Patroni, Sant’Anna e San Gioacchino, genitori di Maria. Il Papa ha ribadito l’importanza del “compito educativo” che, all’interno di una famiglia, i nonni rivestono nei confronti dei nipoti, specie in contesti nei quali – ha detto – i genitori “non sono in grado di assicurare un’adeguata presenza”. La comunità di Foglianise, da diversi anni, in occasione della memoria liturgica dei Santi Genitori della B.V.M. focalizza la sua attenzione sull’indispensabile ed insostituibile ruolo che i nonni ed in generale gli anziani hanno all’interno della comunità e dei singoli nuclei familiari. Infatti l’Arciconfraternita del SS. Corpo di Cristo e S.Anna, in collaborazione con il Comune e gli altri Enti operanti sul territorio anche quest’anno ha voluto offrire un momento conviviale a tutti i “nonni” del paese che si è concluso con la declamazione di alcuni versi del “poeta popolare” Giuseppe Catillo sul ruolo storico dei SS. Anna e Gioacchino. Di lato riportiamo il testo del componimento.