Apr
19
Inserito da admin il 19 Aprile 2008
Torta e coro «Happy birthday» per festeggiare il compleanno
Uno spontaneo «Happy birthday to you» è stato cantato al Papa dalla folla riunita nel prato sud della Casa Bianca dopo gli inni della Santa Sede e americano suonati dalla banda dei Marines. Il Papa ha sorriso ed ha rivolto un cenno di ringraziamento per gli auguri improvvisati in occasione del suo 81mo compleannoi. La cerimonia per il Pontefice è poi proseguita con una sfilata della banda militare dei flauti e dei tamburi in costume settecentesco. Bush ha offerto una torta a più strati.
Torta di cioccolato per gli 81 anni
Il Papa ha festeggiato gli 81 anni con un pranzo alla Nunziatura di Washington dove si è mangiato all’italiana e dove la torta al cioccolato riproduceva il Vaticano. Al pranzo hanno partecipato i membri della sua delegazione, il personale della Nunziatura e una quindicina di cardinali. La responsabilità di fornire il cibo è stata affidata al Caffè Milano. Il pranzo è stato preparato dallo chef italiano Fabio Salvatore.
© Copyright L’Eco di Bergamo, 17 aprile 2008
Apr
19
Inserito da admin il 19 Aprile 2008
Da questo numero inizia una piccola serie di informazioni sulla storia delle chiese del nostro paese. Iniziamo dalla Chiesa di San Nicola in Foglianise. Eretta in Piazza Generale Caporaso, costituisce insieme a quella ubicata in contrada Palazzo, uno dei luoghi di culto dedicati a San Nicola. Non si conosce con precisione la data di fondazione di questa cappella: si presume che sia stata realizzata agli inizi del XVI sec., al centro del vico Grande, il quale all’epoca, fungeva da collegamento tra la parte alta e la parte bassa del paese. Al fianco della Cappella, si erge la Torre dell’orologio, costruita nel cuore del vecchio borgo di Foglianise nel 1882.
Patrizia Cortini
Apr
18
Inserito da admin il 18 Aprile 2008
di Ugo Boscia
La sera del 2 aprile dell’anno 2005, in una Piazza San Pietro gremita di fedeli, con la testa rivolta verso la finestra, ad indicare l’amore che Egli aveva per i popoli, poneva fine alla Sua esistenza terrena Karol Wojtyla - Papa Giovanni Paolo II. La Sua vita è stata la testimonianza della fede. “Uomo della Croce, testimone del Risorto” come lo ha definito nell’omelia il Santo Padre Benedetto XVI, “ Giovanni Paolo II un’esistenza donata interamente a Cristo”. L’omelia del Santo Padre, descrive la figura di Giovanni Paolo II e ci fa partecipi della Sua vita terrena, in particolare del Suo ministero petrino, nel segno del Cristo Risorto. Tanto che come un disegno sovrannaturale, si è spento alla vigilia della seconda Domenica di Pasqua, al compiersi del giorno che ha fatto il Signore, l’ottavo giorno voluto dalla Santissima Trinità mediante l’opera del verbo incarnato, morto e risorto. Tante sono le testimonianze del Suo amore per Cristo. Ma la frase del cardinale Stanislaw Diziwsz “non ci ha mai lasciati soli”, pronunciata durante il Rosario la sera del tre aprile è stata fatta propria da tutti noi. In questi anni, la testimonianza dell’amore per il papa polacco è cresciuta sempre più. Tante sono le persone di ogni età e condizione “cambiati” dall’incontro con Wojtyla, persone che hanno trovato in Lui conforto, persone che che hanno fatto del Suo invito “Non abbiate paura di aprire i cuori a Cristo” la loro bandiera di fede; particolare molto sentito dai giovani, che soleva chiamare “sentinelle del mattino” poiché ha affidato loro il terzo millennio. Oramai il popolo dei fedeli, non aspetta altro che la Sua Santificazione, poiché come cita l’Arcivescovo di Cracovia - cardinale Stanislaw Diziwsz - “Altri candidati alla Santità hanno bisogno di convincere la Chiesa e la gente della loro santità. Nel caso di Giovanni Paolo II, questa convinzione c’è da sempre”.
Apr
18
Inserito da admin il 18 Aprile 2008
di Nicola Mastrocinque
Testimoniare la fede, la speranza e la carità, nell’era contemporanea è una sfida per la Chiesa, immersa in contesti dove a volte prevalgono modelli valoriali in difformità ai dettami della Buona Novella. In Bari, l’Arcivescovo Pedicini ammonisce ed esorta il suo gregge a vigilare per non confondersi nelle pieghe dei pseudo valori e delle proposte vane che impediscono di scrutare le vette della spiritualità.
Mons. Francesco Pedicini (1858-1886), Arcivescovo del Vangelo nella Chiesa dell’età unita, il Pastore nella “Chiesa Militante”, considerata nei suoi Ministri, edita dalla Tipografia Cannone, Bari 1870, mette in luce gli aspetti ecclesiali per l’edificazione della comunità. Nel Proemio paragona la vita dell’uomo ad una milizia. Tratta degli spiriti ribelli, la lotta in Cielo degli Angeli, la trasgressione dei progenitori nel Giardino Terrestre, ma le armi della cristianità tuttavia annientano le forze ostili ed il bene trionfa sul male. Nella Chiesa Militante, oltre a mettere in evidenza il ruolo della gerarchia ecclesiastica, pone l’accento sulla figura del Vescovo tratteggiando la funzione pastorale nella vita dell’Arcidiocesi.
Il Primate delle Puglie scrive: “Chi volesse per via breve conoscere tutti i doveri e gli uffici di un Vescovo non dovrebbe fare, che svolgere l’accennato concetto di Pastore che è il nome dato ai Vescovi […]. Quante cure, quante sollecitudini non accompagnano la vita pastorale? […]”
Mons. Pedicini nel testo continua a rimarcare la testimonianza dei Successori degli Apostoli per rischiarare alla luce della fede le difficoltà esistenziali dei credenti.
Egli sottolinea: “La vita del Vescovo è vita di sollecitudini, e deve essere sollecito nel visitare la sua Diocesi, nel riparare agli scandali, nel mantenere in vigore l’Ecclesiastica Disciplina, nel provvedere agli svariati bisogni del popolo; deve esser sollecito all’educazione cristiana della gioventù, per l’istruzione de’ teneri fanciulli, pel decoro di ogni sacra funzione; deve essere sollecito nel punire il delitto, nel sollevare gli oppressi, nel resistere a chiunque osi violare i dritti della sua Chiesa, la pastorale sollecitudine deve estendersi al ricco, ed al poverello, al nobile ed al plebeo, guidando ciascuno per le vie del Signore con tutti que’ mezzi di cui è sì feconda la prudenza e carità cristiana”.
Apr
18
Inserito da admin il 18 Aprile 2008
di Giuseppina Forgione
Il mio nome è Giovanni Marco, ma preferisco essere chiamato solo Marco.
Lei è apostolo o discepolo di Gesù?
No, io non sono né apostolo, né discepolo di Gesù.
Molte voci narrano che lei è stato discepolo di qualcuno, ma di chi?
Si, io sono stato discepolo sia di Barnaba che di Paolo, ma oggi sono il discepolo di Pietro.
Ci parli un di lei, dove è nato?
Sono nato a Gerusalemme.
Di chi è figlio?
Sono il figlio di una certa Maria, non so se la conoscete, comunque una volta ospitava in una casa i primi cristiani.
Quando è avvenuta la sua conversione?
Mi sono convertito dopo la morte di Gesù, ed io mi sentii chiamato all’apostolato.
Da quale famiglia proviene?
Provengo dai Leviti.
Una sua grande opera è il Vangelo, ce ne vuole un po’ parlare?
Il mio Vangelo è un po’ diverso dagli altri, perché io non ho scritto l’infanzia di Gesù, ma mi sono voluto soffermare sul Suo Mistero.
Quando ha scritto il Vangelo?
Ho scritto il Vangelo tra il 65-70 d.C. a Roma, uno dei miei molteplici viaggi.
Nella vita quotidiana in quali circostanze è usato il Vangelo?
Il Vangelo è usato per il catechismo e l’istruzione ecclesiastica.
ALTRE NOTIZIE
San Marco evangelista muore come martire in Egitto e la sua ricorrenza si celebra il 25 aprile.
Apr
17
Inserito da admin il 17 Aprile 2008
di Giammarco Tommaselli
“Non più la guerra, non più la guerra. La pace deve guidare le sorti dei popoli e dell’intera umanità”. Questo il celebre appello di Paolo VI all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1965. Il grido di pace fu rinnovato da Giovanni Paolo II, che all’incontro con i bambini nel Palazzo di Vetro, il 5 ottobre 1995, esortò i piccoli a pregare per la pace, per l’umanità, per la Chiesa. Quest’anno anche Benedetto XVI farà tappa negli Stati Uniti, in una Nazione emblematica, simbolo della ricchezza, del progresso scientifico e tecnologico, ma anche della debolezza, della povertà e della violenza. Il Pontefice partirà da Fiumicino alle 12.00 del 15 Aprile. Il viaggio si articolerà nella visita alla capitale statunitense e a New York, la città simbolo della lotta al terrorismo. All’aeroporto di Washington sarà accolto dal Presidente George Bush, e dopo il benvenuto farà tappa alla Nunziatura Apostolica. Il giorno 16 celebrerà una S.Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica, dopodiché, alle 10.30 parlerà alla cerimonia di benvenuto nella Casa Bianca. Nel pomeriggio, il saluto da parte dei rappresentanti di fondazioni caritative cattoliche a Washington, la Celebrazione dei Vespri e il discorso ai Vescovi americani nella Chiesa del National Shrine of the Immaculate Conception. Giovedì 17 si aprirà con la S. Messa celebrata nel National Stadium di Washington, e alle ore 17.00 l’incontro con il mondo universitario cattolico. La sera, si terrà l’importante riunione con i rappresentanti di altre religioni. Il giorno 18 lascerà Washington per arrivare a New York. La mattina farà visita alla sede dell’ONU, dove terrà un discorso al personale delle Nazioni Unite. Sabato 19 celebrerà una S. Messa nella Cattedrale di St. Patrick, e poi si recherà a piedi alla residenza del Vescovo di New York. Nel pomeriggio, al seminario di St. Joseph, parlerà a giovani e seminaristi. Significativa la giornata del 20 aprile, quando il papa pregherà a Ground Zero, il luogo dove sorgevano le Torri Gemelle, colpite l’11 settembre da un attacco terroristico. Spontaneo il pensiero alle numerose vittime di quell’attentato. Poi, nel primo pomeriggio, sarà celebrata una S. Messa nel Yankee Stadium. Nella serata, l’arrivo all’aeroporto internazionale John Fitzgerlad Kennedy, e il discorso di congedo. L’arrivo a Roma il mattino seguente. Noi tutti speriamo che questa visita porti al mondo un messaggio reale di pace, affinché ovunque siano rispettati i diritti dell’uomo: con la speranza che ciò sia un piccolo mattone per costruire un futuro impregnato di quell’amore verso il prossimo, che porrebbe la parola Fine a tutti conflitti del mondo, anche quelli tra fratelli, che viviamo noi in prima persona nel nostro quotidiano.
Apr
17
Inserito da admin il 17 Aprile 2008
Sharon Tedino
Cristiana Tedino
Claudia Coppolaro
Così come esiste un calendario civile, anche la Chiesa ha un suo calendario che si basa sulla liturgia. Ha come fine quello di aiutare la comunità cristiana a riflettere sulle diverse tappe della storia della salvezza. Suo fondamento è la domenica.
L’anno liturgico è diviso in due parti: Temporale e Santorale.
Il Temporale si articola in Tempo di Avvento, Natale, Quaresima, Triduo Pasquale, Tempo di Pasqua, Tempo ordinario. Il santorale ricorda le feste di Maria e dei santi.
Soffermiamo la nostra attenzione sul tempo di Pasqua, quello che stiamo vivendo.
Ha inizio la domenica di Pasqua e termina il giorno di Pentecoste. Ha una durata di 50 giorni durante i quali la liturgia ci aiuterà a interiorizzare e concretizzare nella vita, il mistero della riserruzione di Gesù.
La liturgia inserisce nuovamente il canto dell’Alleluja simbolo di festa, che era stato abbandonato il Mercoledi delle Ceneri, inizio della Quaresima.
Le letture delle messe di questo tempo propongono gli Atti degli Apostoli nella prima lettura, i Vangeli i vari racconti pasquali, testimoniando una fede che passa per la croce e guarda alla luce della Ressurrezione. Un cammino che ogni discepolo è chiamato a fare per annunciare l’incontro con il Risorto.
Apr
16
Inserito da admin il 16 Aprile 2008
di Eleonora Boffa
Il 19 Aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II, durante il secondo giorno del conclave, al quarto scrutinio, nel pomeriggio, veniva eletto papa il 265esimo vescovo di Roma, teologo e fermo sostenitore della tradizione della Chiesa, Em.mo Card. Joseph Ratzinger. Alle ore 17.56 fu dato l’annunzio dell’elezione con la tradionale fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina. All’inizio ci fu un’iniziale incertezza sul colore del fumo, ma i dubbi furono sciolti alle ore 18.07 dal suono delle campane della Basilica di San Pietro in Vaticano. Dopo circa 30 minuti il card. proto-diacono, Jorge Arturo Medina Estévez si affacciava dal balcone della Loggia centrale della Basilica per annunziare, l’Habemus Papam, alla presenza di una folla oceanica. Nel suo primo discorso da papa seguito dalla benedizione “Urbi et Orbi”, il neo pontefice, Benedetto XVI, riserva un discorso al suo amico e predecessore Giovanni Paolo II: “Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore Risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua SS. Madre, starà dalla nostra parte. Grazie.”
Da questo numero, avrà inizio una rubrica dedicata al Santo Padre Benedetto XVI, con l’intento di delinearne alcuni tratti biografici, dalla sua infanzia all’ascesa al Soglio di Pietro. Ci occuperemo inoltre del suo Ministero e Magistero Petrino.
Apr
16
Inserito da admin il 16 Aprile 2008
di Amelia Vetrone
MICHELE SANFELICE
ANGELO PANNILLO
MARIA ANTONIA DE CICCO
“L’eterno riposo dona loro, o Signore!”
Apr
16
Inserito da admin il 16 Aprile 2008
di Ermelinda Vetrone
GIOIA ZAMPELLI
LORENZO COLUMBRO
Auguri di una vita santa